Madonna che scappa in piazza Sulmona

Madonna che scappa in piazza Sulmona

Madonna che scappa in piazza Sulmona, Abruzzo, Italia

La Madonna che scappa in piazza, Sulmona, Abruzzo

L’evento “La Madonna che scappa in piazza Sulmona” si svolge a Sulmona, una città dell’Abruzzo. Sulmona è famosa per questo importante evento religioso, che si svolge la domenica di Pasqua in Piazza Garibaldi, la più grande della città.

Questo rituale, che ha un forte significato religioso, ha assunto nel tempo anche elementi antropologici, tanto che l’evento suscita sempre l’interesse e la devozione dei media locali e nazionali.

Le origini del rituale “La Madonna che scappa in piazza”.

Per comprendere le origini di questo evento e il contesto culturale in cui è radicato, dobbiamo considerare uno dei momenti più importanti della storia del teatro: il passaggio dal dramma liturgico medievale (incentrato sul tema della morte e resurrezione di Cristo) alla rappresentazione sacra.

Si trattò di un evento cruciale per il teatro, poiché con il passaggio dal latino al volgare “la poesia drammatica uscì dal chiuso della chiesa e delle aule scolastiche per apparire in piazza”.

Un importante residuo del dramma liturgico della metà del XIV secolo, considerato “il mirabile monumento della vita religiosa e culturale di Sulmona all’inizio del Rinascimento”, è l’Officium.

Questo documento è stato ritrovato nell’archivio della Cattedrale di Sulmona e mostra il ruolo di quattro soldati in una rappresentazione della Passione di Cristo.

Le processioni con statue si sono diffuse in un periodo successivo, anche grazie alla pratica dei simulacri. Queste processioni pittoriche assunsero “forme grandiose e spettacolari, con schemi codificati sviluppati fin dai tempi della Controriforma”.

Questa breve ricostruzione storica non ci permette di dire con certezza se la “Madonna che scappa in piazza” derivi dall’Officium o da eventi successivi, ma offre spunti di riflessione sui probabili archetipi in cui il rito affonda le sue radici.

Le prime rappresentazioni

I documenti superstiti, provenienti da archivi locali e non, indicano che la rappresentazione ebbe luogo prima del 1860.

La rappresentazione di Sulmona è infatti legata a una serie di eventi religiosi simili in tutta Italia. Esempi di questo tipo si trovano ad Asti, Caltagirone, Capri, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Corropoli, ecc. Il tema centrale di questi riti è l’incontro tra madre e figlio e la presenza di statue della Vergine Maria, del Cristo risorto e di santi o, in alcuni casi, di angeli che annunciano la resurrezione.

Tuttavia, l’evento di Sulmona si differenzia da tutti gli altri per una caratteristica particolare: la fuga della Vergine dopo il riconoscimento del Figlio. Questo elemento lo rende più simile alle rappresentazioni che si svolgono in alcuni “luoghi siciliani chiamati Aurore”.

L’evento: La Madonna che scappa in piazza

La “Madonna che scappa in piazza” fa parte di un ciclo religioso che inizia nel periodo pasquale il Giovedì Santo e prosegue il Venerdì Santo con la processione del Cristo morto, organizzata dalla Confraternita della Trinità.

L’evento pasquale è organizzato dalla Confraternita di Santa Maria di Loreto, i cui membri sono facilmente riconoscibili dal loro abbigliamento: fascia verde su camicia bianca.

La Piazza – La Piazza Garibaldi

La mattina di Pasqua, la piazza Garibaldi è invasa da una moltitudine di persone, che si accalcano ovunque e liberano solo il percorso che la Madonna farà per incontrare il Figlio risorto (le transenne limitano il percorso a piedi).

In questo giorno speciale, la piazza appare alla vista di tutti i privilegiati che possono vivere questo evento pittoresco e suggestivo. È colorato e carico di emozioni, pieno di tensioni, paure e aspettative. Anche a distanza di tempo, è possibile riviverlo vividamente nella memoria, come se fosse una fotografia indelebile.

La folla riempie l’intera piazza, dalle terrazze ai balconi, dai tetti alle finestre e alle scale. Tutto è pieno di persone curiose e appassionate che aspettano con ansia le 12.00, quando inizierà l’evento.

Sequenza del rituale “La Madonna che scappa in piazza

Mentre nella piazza regnano il caos e l’allegria, sul lato orientale, nella chiesa di San Filippo Neri, c’è un’altra dimensione: quella della santità. Qui la Vergine Maria è imprigionata nel suo dolore e vestita a lutto. Non può fare altro che piangere il figlio morto che si è sacrificato per salvare l’umanità.

Accanto alla statua della Vergine, due santi, San Pietro e San Giovanni, partecipano al rito e hanno il compito di dire alla Vergine che suo Figlio è risorto.

Le statue sono accompagnate da una lunga fila di portatori di lanterne e trasportate da “quattro Lauretani”. Raggiungono la piazza alle 11.30 e iniziano a muoversi verso la chiesa di San Filippo, dove si fermano sulla soglia.

La tradizione vuole che, prima di lasciare il luogo di preghiera, i santi facciano tre chiamate per annunciare la risurrezione di Cristo.

Il primo a bussare alla porta della chiesa è San Giovanni, ma la Madonna non risponde a questa prima chiamata. Il secondo tentativo viene fatto da Pietro, che ottiene lo stesso risultato, finché finalmente la porta viene aperta con il terzo tentativo, sempre di San Giovanni (l’apostolo prediletto da Gesù).

A questo punto, non ancora pienamente convinta dalle parole degli apostoli, la Vergine lascia il luogo di preghiera e si muove lentamente nella piazza, accompagnata dalle statue dei santi a una certa distanza.

La Madonna prosegue con lo stesso ritmo lento fino a raggiungere l’altezza del Fontanone (all’incirca al centro della piazza), in un’atmosfera di tensione e di tesa attesa dei partecipanti:

  • …ecco che arriva…
  • …L’ha visto? No, è troppo presto…
  • …sono arrivati al Fontanone?
  • …quanto manca ancora?
  • …siamo già arrivati?
  • Eccola, sta arrivando!
  • L’ha visto!
  • Siamo qui!…

E mentre la tensione sale sui volti dei membri della Confraternita, la Vergine raggiunge finalmente il Figlio risorto e inizia la sua folle corsa per raggiungerlo, che si erge trionfante in fondo alla piazza sotto un baldacchino rosso posto tra le arcate dell’acquedotto.

Mentre la Madonna compie la sua corsa speranzosa, anche il suo aspetto cambia: Il mantello nero cade per rivelare un abito verde, il fazzoletto bianco nella mano destra che faceva parte del suo abito da lutto viene sostituito da una rosa rossa, mentre dodici colombe bianche si alzano in aria, accompagnate dal suono di petardi.

Applausi, spari e voli di piccioni scatenano una partecipazione e un’emozione universali, poiché questa rappresentazione è in grado di affrontare i sentimenti più profondi dell’animo umano e di evocare valori autentici come il profondo legame tra una madre e il suo bambino.

Nel corso della performance, questi simulacri simbolici sembrano avere una vita propria. La vergine sembra aver davvero pianto e sofferto per la morte del figlio e, ora che lo ha ritrovato, sembra felice di aprirsi di nuovo alla vita. Dopo l’incontro, queste tornano a essere semplici statue e partecipano alla processione comunale, alla quale partecipano anche le autorità e le due confraternite.

Superstizioni e credenze

La corsa della Madonna che scappa in piazza è strettamente controllata dai partecipanti. La tradizione e il folklore dicono che se la Madonna completa la sua corsa senza incidenti, l’anno successivo sarà positivo per la città e la natura darà i suoi frutti con generosità. Anche altri elementi sono importanti per i buoni auspici, come il volo delle colombe (che devono alzarsi in alto nell’aria e non volare in basso) o il velo della statua, che al momento di cadere per far posto ai bei riccioli della Vergine, deve liberarsi senza impigliarsi.

Nota importante: Disclaimer – Italien.events non è l’organizzatore degli eventi qui pubblicati e pertanto non è responsabile di cambiamenti di programma, cancellazioni dell’evento ed eventuali informazioni errate. La redazione di Italien.events si impegna sempre a fornire informazioni dettagliate e accurate. Tuttavia, è possibile che gli eventi siano cambiati e che questi non siano stati aggiornati tempestivamente. I dettagli esatti su date, orari e programmi possono essere richiesti direttamente all’organizzatore. Controllate anche il sito web o i social media dell’organizzatore per avere aggiornamenti prima di partire!

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Foto: © Enit / Regione Abruzzo

Festa dei Serpari

Festa dei Serpari

Festival dei Serpenti, Festa dei Serpari

Festa dei Serpari

La processione dei serpenti in Abruzzo

La Festa dei Serpari è una ricorrenza annuale che dal 2012 si celebra il 1° maggio nel pittoresco borgo di Cocullo, in provincia dell’Aquila, in Abruzzo. La festa ha una ricca storia e combina antiche usanze con la tradizione cattolica.

Le origini della Festa dei Serpari risalgono ai Marsi, un popolo etrusco che migliaia di anni fa adorava i serpenti e la dea della fertilità Angizia. Nel XVI secolo, queste usanze pagane si fusero con la religione cattolica quando si iniziò a venerare San Domenico. Domenikus era un frate cappuccino della regione, considerato il patrono dei contadini e dei pastori. A lui sono attribuite diverse leggende, tra cui quella secondo cui avrebbe trasformato i serpenti velenosi in pesci per salvare la regione da una pestilenza.

I festeggiamenti della Festa dei Serpari iniziano a mezzogiorno con la tradizionale supplica. Quattro uomini trasportano una statua lignea a grandezza naturale di San Domenico dalla chiesa alla piazza antistante, dove viene decorata dagli acchiappaserpenti con i serpenti catturati nei giorni precedenti. Il comportamento dei serpenti durante la processione viene interpretato come un presagio del raccolto imminente. Se si snodano intorno alla testa e alle spalle del santo, si prevede bel tempo e un buon raccolto. Tuttavia, se si insinuano nella parte inferiore del corpo o addirittura nella veste del santo, la disgrazia è minacciata.

Durante la Festa dei Serpari, i venditori volanti offrono in vendita imitazioni di serpenti avvolti e cartoline a tema serpente. La pasticceria locale ha il “Serpente Dolce” e il “Cervone”, una pasta a forma di serpente con occhi verdi e lingua rossa.

La processione rientra in chiesa nella prima serata. I fedeli esausti toccano la veste della statua e la propria fronte un’ultima volta prima che San Domenico venga liberato dai serpenti. Alcuni serpenti si sono nel frattempo nascosti sotto i tavoli della comunità in festa.

La notte appartiene ai vincitori della cattura dei serpenti. Uno dei momenti salienti della Festa dei Separi è la premiazione degli acchiappaserpenti, in cui vengono premiati coloro che hanno catturato il serpente più lungo, quello con il disegno del dorso più bello o il maggior numero di vipere.

La Festa dei Serpari di Cocullo è una festa affascinante che rappresenta un connubio unico tra fede, tradizione e natura e che attira ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo.

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Foto © yesabruzzo.com – Nota: Testi generati anche con il supporto di AI. © Italia.eventi by thora.consulting