La Macchina di Santa Rosa

La Macchina di Santa Rosa

Macchina di Santa Rosa, Viterbo, Lazio, Italia

La Macchina di Santa Rosa

Uno spettacolo di luci e tradizioni a Viterbo

La singolare tradizione del trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo

Nella pittoresca città di Viterbo, in Italia, c’è un affascinante evento annuale che cattura i cuori dei locali e attira visitatori da tutto il mondo: La Macchina di Santa Rosa. Questa suggestiva celebrazione, che innalza la statua di Santa Rosa, patrona della città, sopra i tetti di Viterbo, unisce la devozione religiosa a un’illuminazione spettacolare e affascina le folle.

La storia della Macchina di Santa Rosa

Le origini della Macchina di Santa Rosa risalgono al 1258, quando avvenne il trasferimento delle reliquie di Santa Rosa dalla chiesa di Santa Maria in Poggio alla chiesa di Santa Maria delle Rose (oggi Santuario di Santa Rosa) a Viterbo. Per celebrare questo importante evento, si decise di trasportare una statua del santo a grandezza naturale su un baldacchino, e nel corso dei secoli questa macchina divenne sempre più imponente.

Nel 1967, la tradizione fu rivoluzionata quando Giuseppe Zucchi vinse il concorso per la nuova macchina Santa Rosa. Chiamato “Volo D’Angeli”, rompe con le tradizioni precedenti e diventa la prima scultura creata per l’occasione. Inizia l’era delle moderne macchine Santa Rosa e lo schema di colori è uniformemente bianco e grigio.

L’era moderna delle macchine di Santa Rosa

Da allora, diversi architetti e costruttori hanno realizzato la propria visione della Macchina di Santa Rosa. Nel 2003 nasce “Ali di Luce” di Raffaele Ascenzi, che introduce materiali come le fibre di vetro e moderne tecnologie di illuminazione. Nel 2009 è stato presentato il “Fiore del Cielo”, progettato dagli architetti Arturo Vittori e Andreas Vogler, utilizzando materiali all’avanguardia.

La Macchina di Santa Rosa ha subito molti cambiamenti nel corso degli anni, ma la sua importanza come simbolo della città di Viterbo e della sua patrona Santa Rosa è rimasta costante. È l’evento più importante del calendario cittadino e attira abitanti e turisti.

Il trasporto della Macchina di Santa Rosa

Il momento clou di questo evento è lo spettacolare trasporto della Macchina di Santa Rosa attraverso i vicoli e le piazze del centro storico di Viterbo. Questo trasporto, effettuato da centinaia di uomini, i cosiddetti “Facchini di Santa Rosa”, inizia la sera del 3 settembre e copre una distanza di poco più di un chilometro.

I lampioni vengono spenti e la città piomba nell’oscurità, mentre la macchina luminosa diventa protagonista. Il trasporto non è solo uno spettacolo visivo, ma anche un viaggio emozionale, con la gente che grida “Evviva Santa Rosa!” e ricrea il trasferimento simbolico delle reliquie di Santa Rosa.

L’importanza di Santa Rosa per Viterbo

Santa Rosa non è solo una figura religiosa per i viterbesi, ma anche un simbolo di unità e orgoglio. La Macchina di Santa Rosa unisce la comunità e mostra la determinazione degli abitanti del luogo a mantenere vive le proprie tradizioni.

L’evento ha affrontato molte sfide nel corso degli anni, tra cui difficoltà tecniche e persino incidenti. Ma la tradizione della Macchina di Santa Rosa vive e rimane un evento unico che rappresenta in modo impressionante la cultura e l’orgoglio di Viterbo.

Il futuro della Macchina di Santa Rosa

La Macchina di Santa Rosa si è evoluta nel corso dei secoli e continuerà a farlo in futuro. Le nuove generazioni di Facchini e architetti continueranno la tradizione e porteranno la Macchina di Santa Rosa in una nuova era.

L’evento rimane parte integrante della vita di Viterbo e continuerà ad attrarre visitatori da tutto il mondo che desiderano assistere a questo spettacolo unico.

In un mondo in cui le tradizioni spesso si perdono, la Macchina di Santa Rosa rimane un esempio vivente dell’importanza di preservare il patrimonio culturale e di celebrare insieme storia e fede. È una luce che brilla nell’oscurità e un simbolo dell’unità e dell’orgoglio di una città.

Macchina di Santa Rosa, Viterbo, Lazio, Italia
Macchina di Santa Rosa, Viterbo, Lazio, Italia

Nota importante: Disclaimer – Italien.events non è l’organizzatore degli eventi qui pubblicati e pertanto non è responsabile di cambiamenti di programma, cancellazioni dell’evento ed eventuali informazioni errate. La redazione di Italien.events si impegna sempre a fornire informazioni dettagliate e accurate. Tuttavia, è possibile che gli eventi siano cambiati e che questi non siano stati aggiornati tempestivamente. I dettagli esatti su date, orari e programmi possono essere richiesti direttamente all’organizzatore. Controllate anche il sito web o i social media dell’organizzatore per avere aggiornamenti prima di partire!

Foto: © facebook – macchinasantarosa / Amras Carnesîr, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons / By Dd11 CC BY-SA 3.0

Festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, Scorrano

Festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, Scorrano

Festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, Scorrano

La Festa di Santa Domenica a Scorrano

Una scintillante festa di luci

“Uno sguardo alla tradizione unica e alle spettacolari installazioni luminose di Scorrano, in Puglia”.

La pittoresca cittadina di Scorrano in Puglia, a 35 chilometri da Lecce, si anima all’inizio di luglio e all’inizio di dicembre in onore di Santa Domenica, patrona della città. Questa straordinaria festa, conosciuta come “La Festa di Santa Domenica”, attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. La storia di questo evento è ricca di leggende e luci e ha fatto guadagnare a Scorrano la fama di “Capitale Mondiale delle Luminarie”.

La leggenda narra che Santa Domenica apparve in sogno a un’anziana donna nel XVII secolo. In questo sogno profetizzò di diventare patrona di Scorrano e promise di liberare la città dalla devastante peste. Come segno di protezione, i malati in via di guarigione dovrebbero accendere lampade a olio alle loro finestre. Grazie all’intervento dei santi, la peste scomparve e tutta Scorrano brillò in un mare di luci. Da questo miracolo è nata la tradizione per cui gli abitanti di Scorrano accendono ogni anno delle luci in segno di ringraziamento per il salvataggio.

Nel corso del tempo, la festa di Santa Domenica è diventata sempre più popolare e uno dei momenti salienti dell’estate pugliese. Ogni anno, decine di migliaia di visitatori affollano le strade di Scorrano per ammirare le impressionanti installazioni luminose create dai maestri dell’arte della luce. Le imponenti strutture, dotate di migliaia di lampade colorate, si trasformano in affascinanti repliche di famosi monumenti come il Colosseo, il Tower Bridge o la Torre Eiffel. Scorrano si fregia giustamente del titolo di “Capitale Mondiale delle Luminarie”.

Apertura della Festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, Scorrano

Un momento indimenticabile del festival è l’accensione delle installazioni luminose. La combinazione di luci, musica e fuochi d’artificio rende questo spettacolo ancora più suggestivo. Le strade di Scorrano brillano di una luce magica, mentre i suoni della musica toccano i cuori dei visitatori e i fuochi d’artificio illuminano il cielo notturno.

La processione in onore di Santa Domenica

La festa principale vera e propria si svolge il 6 luglio con una suggestiva processione in onore di Santa Domenica. La statua del santo patrono viene portata dai fedeli per le strade addobbate a festa, accompagnata dalla musica e dalle mirabili installazioni luminose. Questa parte del festival trasmette un forte senso di spiritualità e di legame con le tradizioni della regione.

La processione è certamente il momento clou, ma l’intera settimana della festa è ricca di attività emozionanti. Le strade sono piene di bancarelle che offrono specialità locali, tra cui deliziosi piatti della cucina pugliese e souvenir fatti a mano. Ci sono anche eventi culturali, concerti e mostre d’arte che evidenziano il lato creativo di Scorrano.

Le vere star del festival, tuttavia, sono senza dubbio gli artisti della luce. Ogni anno, quattro dei più famosi artisti della luce si riuniscono per competere in spettacolari spettacoli di luce e musica. Con le loro capacità tecniche e la loro immaginazione creativa, creano installazioni luminose mozzafiato che trasformano la città in un paese delle meraviglie da favola. Le sue opere non sono solo di grande impatto visivo, ma raccontano anche storie e trasmettono messaggi che toccano profondamente il pubblico.

La Notte delle Luci è un’esperienza per tutti i sensi. Le luci colorate incantano gli occhi, la musica tocca le orecchie, l’aroma delle prelibatezze culinarie seduce il palato e l’onnipresente sensazione di comunità e di festa tocca il cuore. Un festival che unisce in perfetta armonia tradizione e creatività scorranese.

Un altro aspetto notevole della Notte delle Luci è che riunisce persone provenienti da tutto il mondo. Ogni anno, circa 400.000 visitatori accorrono a Scorrano per partecipare a questo evento spettacolare. Questa presenza internazionale contribuisce a celebrare la diversità culturale e a sottolineare l’interesse mondiale per questo evento unico.

Natale: Festa delle Luci, Scorrano

Oltre all’evento annuale di luglio, va ricordata anche la festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, durante il periodo natalizio, che si svolge ogni anno dal 7 al 31 dicembre. Questa edizione invernale del festival offre ai visitatori l’opportunità di sperimentare le affascinanti installazioni luminose in un’atmosfera completamente diversa e nuova. Il periodo natalizio viene celebrato a Scorrano con un mix unico di tradizione e modernità, con le luci che trasformano la città in uno scintillante paese delle meraviglie.

Nel complesso, la Festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, Scorrano è un festival straordinario che celebra la bellezza della cultura pugliese e la genialità creativa degli artisti della luce. Un evento che ispira credenti e amanti dell’arte. Chi ha l’opportunità di visitare Scorrano durante questa settimana di festa assisterà a uno spettacolo straordinario che sarà ricordato a lungo. La combinazione di tradizione, arte e comunità rende questo evento uno dei più affascinanti di tutta la Puglia e non solo.

Festa di Santa Domenica, Festa delle Luci, Scorrano

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Foto: © facebook / santadomenicascorrano.com

Campionato europeo di calcio 2032

Campionato europeo di calcio 2032

Campionato europeo di calcio 2032, San Siro, Milano, Stadio Giuseppe Meazza, Italia

Campionati Europei di Calcio 2032 in Italia: cresce l’attesa

 

Il mondo del calcio attende con ansia il 2032, quando il Campionato europeo UEFA si terrà in Italia. Questa entusiasmante notizia è stata recentemente confermata ufficialmente dalla UEFA e l’attesa in entrambi i Paesi ospitanti, Italia e Turchia, cresce di giorno in giorno. L’EURO 2032 promette di essere un evento spettacolare che farà battere i cuori degli appassionati di calcio di tutto il mondo.

 

Data e sedi del Campionato europeo di calcio 2032

Il Campionato europeo di calcio 2032 si svolgerà dall’8 giugno al 10 luglio 2032 e promette un mese intero di emozioni calcistiche. Si giocheranno in totale 51 partite, tra cui 6 gironi, 3 quarti di finale, 2 semifinali, la partita per il terzo posto e l’importantissima finale.

Gli stadi che ospiteranno i tifosi di calcio in Italia sono già stati in gran parte determinati. A Milano, il leggendario Stadio San Siro sarà una delle sedi principali. A Torino, l’Allianz Stadium modernizzato attende i tifosi. A Roma, capitale d’Italia, lo Stadio Olimpico ospiterà i Giochi. Questi stadi sono già delle tappe fisse del calcio europeo e offriranno senza dubbio un’atmosfera unica.

Sono in corso le valutazioni per le due sedi rimanenti. Hanno presentato domanda diverse città italiane, tra cui Verona, Firenze, Bologna, Napoli, Bari e Cagliari. La scelta della sede è una decisione importante, poiché ha un forte impatto sull’entusiasmo dei tifosi e sull’organizzazione logistica del torneo. La decisione finale è attesa nei prossimi mesi.

In Turchia sono già state decise le sedi dei Campionati europei del 2032. Istanbul avrà un ruolo centrale e sarà rappresentata da due stadi, lo Stadio Olimpico Atatürk e il RAMS Park del Galatasaray. Inoltre, le partite si disputeranno a Trabzon, Izmir e Ankara, dando alla Turchia un’ampia gamma di sedi per il torneo.

 

La domanda e l’anticipazione per l’Euro 2032

L’assegnazione del Campionato europeo di calcio 2032 all’Italia e alla Turchia è stata il risultato di una candidatura congiunta dei due Paesi. Questa partnership unica nel suo genere è stata concordata tre mesi fa ed è stata promettente fin dall’inizio. L’UEFA ha accolto la candidatura congiunta, inviando un segnale sull’importanza della cooperazione e della pace nello sport.

I leader di entrambi i Paesi sono molto motivati e vedono il Campionato europeo 2032 non solo come un grande evento sportivo, ma anche come un’opportunità per approfondire le relazioni tra i due Paesi e incrementare il turismo.

Il Ministro italiano dello Sport e della Gioventù, Andrea Abodi, ha espresso la sua fiducia: “L’assegnazione di Euro 2032 all’Italia è una grande opportunità per sentire l’impatto positivo anche prima del torneo. Sosteniamo la FIGC e faremo tutto il possibile per contribuire all’organizzazione”.

Entusiasta anche Gianluigi Buffon, capitano della Nazionale italiana e ambasciatore della candidatura: “La candidatura congiunta Italia-Turchia è una bella opportunità di dialogo in tempi politici difficili. Lavorare con la Turchia, una nazione con grandi tradizioni come noi, è una cosa meravigliosa”.

Anche in Turchia c’è un entusiasmo simile. La Federazione calcistica turca (TFF) ha espresso la propria gratitudine alla UEFA e ha sottolineato il legame culturale tra Italia e Turchia. Il TFF ha dichiarato: “Lavoreremo insieme con grande passione e impegno per offrire ai tifosi la migliore esperienza Euro possibile fino al 2032”.

I preparativi per il Campionato europeo di calcio 2032

I preparativi per il Campionato europeo del 2032 sono già in pieno svolgimento. Gli organizzatori di entrambi i Paesi stanno lavorando per aggiornare gli stadi e le infrastrutture in modo da soddisfare le esigenze di un evento così importante.

La scelta delle sedi delle finali in Italia è molto accurata, in quanto costituisce la base del successo del torneo. La sicurezza dei tifosi, la disponibilità di alloggi e l’accessibilità degli stadi sono solo alcuni dei fattori presi in considerazione.

In Turchia, gli stadi sono già stati assicurati e la pianificazione del torneo è in pieno svolgimento. La Turchia ha una ricca tradizione calcistica e ospiterà il Campionato europeo con entusiasmo.

Il Campionato Europeo UEFA 2032 promette di essere un evento sportivo emozionante che farà battere i cuori degli appassionati di calcio in Italia, Turchia e in tutto il mondo. Con sedi designate in entrambi i Paesi ospitanti, una partnership unica tra Italia e Turchia e intensi preparativi, i segnali sono buoni per un torneo indimenticabile nel 2032. Gli appassionati di calcio potranno ammirare le migliori squadre europee in partite ricche di azione e vivere l’atmosfera unica del torneo. I Campionati europei del 2032 saranno senza dubbio un evento di spicco nel calendario sportivo che tutto il mondo attende con impazienza.

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Foto: © pixabay

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba: una festa per i buongustai

Alba, riconosciuta Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, apre nuovamente le sue porte per il prestigioso 93° Festival Internazionale del Tartufo Bianco (Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba), uno dei principali eventi dell’alta cucina italiana.

Dal 7 ottobre al 3 dicembre 2023, un viaggio del gusto di nove settimane attende gli amanti dell'”oro bianco” delle Langhe. Tappa obbligata: il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba – Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, situato nel cuore del centro storico. Qui avrete la possibilità di degustare e acquistare i preziosi tartufi dei boschi di Langhe, Roero e Monferrato godendo di spettacolari spettacoli folkloristici.

Una serie di iniziative arricchiscono l’evento. In primo luogo, i cooking show, dove si possono assaggiare le creazioni gastronomiche di grandi chef italiani e internazionali, insieme a pregiati spumanti piemontesi.

Non mancano analisi sensoriali del tartufo, degustazioni dedicate ai grandi vini di Langhe, Monferrato e Roero, corsi di cucina al Castello di Roddi, laboratori per bambini e molto altro ancora.

E se tutto questo non bastasse per immergersi nella cultura dell’oro bianco delle Langhe, vi consigliamo una visita al Museo del Tartufo di Alba. Nelle 10 sale, il mondo del tartufo viene presentato in modo suggestivo attraverso 140 metri di illustrazioni grafiche tematiche, dispositivi multimediali e oltre 50 oggetti tematici.

Il Festival Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è una sintesi perfetta della cultura, del territorio e della cucina locale, nonché un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

La data dell’evento Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: un’esperienza gastronomica di nove settimane

Dal 7 ottobre al 3 dicembre 2023, Alba diventerà la Mecca dei buongustai di tutto il mondo. Durante le nove settimane della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, i visitatori possono sperimentare il fascino del tartufo bianco in tutte le sue sfaccettature. Il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, situato nel cuore del centro storico di Alba, diventa il punto focale di questo festival culinario.

Il programma di supporto dell’evento Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: l’indulgenza in molte forme

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba offre un ampio programma di supporto per deliziare i sensi e stuzzicare il palato. Un punto di forza sono senza dubbio i cooking show, in cui rinomati chef italiani e internazionali presentano le loro creazioni culinarie. Questi piatti sono accompagnati da squisiti spumanti piemontesi che si integrano perfettamente con i sapori del tartufo bianco.

Per chi vuole approfondire il mondo del tartufo bianco, vengono offerte analisi sensoriali del tartufo. Qui potrete affinare i vostri sensi e scoprire le sfumature uniche di questa preziosa pianta. Anche gli amanti del vino avranno di che divertirsi, con degustazioni dedicate ai grandi vini di Langhe, Monferrato e Roero.

Per chi vuole cimentarsi in prima persona, vengono offerti corsi di cucina presso il pittoresco Castello di Roddi. Qui potrete imparare dagli esperti e affinare le vostre abilità culinarie scoprendo i segreti della cucina piemontese.

Anche i visitatori più giovani non vengono dimenticati. Ci sono laboratori speciali per bambini che possono esplorare giocosamente il mondo del tartufo. È un ottimo modo per far conoscere ai bambini i tesori culinari della regione e per risvegliare il loro interesse per le tradizioni e i sapori delle Langhe.

Altri eventi e manifestazioni intorno alla Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba:

Oltre all’evento principale, Alba offre anche alcuni eventi affascinanti che celebrano la ricca storia e cultura della regione. Ecco alcuni di questi eventi speciali:

Sabato 30 settembre 2023: Rievocazione Storica

Come anticipazione della corsa degli asini, il Palio degli Asini, le contrade si sfidano in costumi storici alla Rievocazione Storica il sabato sera. Questa tradizionale rievocazione storica in costume si svolge nell’arena del Palio in Piazza Risorgimento. Si tratta di un vero e proprio spettacolo teatrale messo in scena da oltre 400 interpreti che si alternano in gruppi per presentare episodi storici e leggendari che hanno caratterizzato la vita della popolazione medievale.

La giuria di esperti valuta i costumi, il periodo storico in cui si svolge la rappresentazione e l’impegno degli abitanti dei quartieri. Si tratta di un’esperienza emotiva che i visitatori ricorderanno a lungo.

Domenica 1 ottobre 2023: Palio degli Asini

La prima domenica di ottobre, intorno alla Cattedrale di San Lorenzo nel centro storico di Alba, si svolge il Palio degli Asini, una folle corsa di asini in cui i nove rioni della città si contendono il gonfalone.

In preparazione alla corsa degli asini, i rioni si sfideranno in costumi storici in un’altra Rievocazione Storica sabato sera. Si tratta anche di uno spettacolo teatrale messo in scena da oltre 400 interpreti.

La domenica precedente la gara, gli asini saranno assegnati ai quartieri. Questo atto è già un’anticipazione della gara vera e propria e si basa su vecchie tradizioni e rivalità uniche.

E poi arriva il Palio vero e proprio. È una giornata allegra, organizzata nel totale rispetto degli animali e in un’arena piena di colori, costumi, allegria e tifosi. Ci sono due manches e la finale. Il vincitore si aggiudica il drappo, che di solito è disegnato da un artista di fama e che indubbiamente cattura la storia del Palio e delle contrade in quei pochi centimetri di tela.

Prima della gara, alle 14:00, ci sarà una sfilata per le vie della città, con partenza da Piazza Michele Ferrero, poi lungo Corso Fratelli Bandiera, Corso Matteotti fino al Campo Palio.

Sabato, 14 e domenica, 15 ottobre 2023: Baccanale dei Borghi

Durante il Baccanale dei Borghi, i partecipanti saranno accolti in costumi d’epoca nel centro storico della città tra ispirazioni antiche, buon vino e buon cibo. Due giorni di rievocazioni storiche accompagnate e celebrate dai quartieri che hanno fatto la storia di Alba.

Attraverso le attività degli abitanti dei quartieri, si può sperimentare in prima persona come poteva essere la vita nell’Alba medievale e immergersi nell’atmosfera dell’antichità.

Questi eventi si integrano perfettamente con la Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba e offrono ai visitatori l’opportunità di approfondire l’affascinante cultura e la storia della regione. Sono un altro motivo per cui Alba è una tappa obbligata per tutti i buongustai e gli amanti della cultura.

Ulteriori informazioni: Il Museo del Tartufo di Alba

Se volete approfondire il mondo del tartufo bianco, vi consigliamo di visitare il Museo del Tartufo di Alba. Questo museo unico presenta l’affascinante storia e l’importanza del tartufo bianco nella regione in 10 sale.

Attraverso 140 metri di illustrazioni grafiche tematiche, dispositivi multimediali e oltre 50 oggetti tematici, i visitatori possono conoscere a fondo la cultura e la storia del tartufo. Qui non solo potrete imparare molto sull’importanza culinaria di questo prezioso fungo, ma anche capire il suo ruolo nella cultura e nell’economia della regione.

Il Museo del Tartufo di Alba è il complemento perfetto del Festival Internazionale del Tartufo Bianco e offre un’occasione unica per conoscere il patrimonio e il fascino di questo straordinario prodotto naturale.

In definitiva, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è un’esperienza indimenticabile per chiunque voglia scoprire la ricca cultura, la deliziosa cucina e l’incomparabile bellezza delle Langhe e dei suoi tartufi bianchi. È un evento che arricchisce non solo il palato, ma anche i sensi e l’anima, avvicinando i visitatori a un pezzo di cultura e ospitalità italiana. Vi invitiamo a partecipare a questo festival unico e a vivere la magia del Tartufo Bianco d’Alba.

Tartufo, Fiera Internazionale Tartufo Bianco d'Alba, Piemonte

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Foto: © CREDITI: GIORGIO PEROTTINO – GETTY IMAGES

Madonna che scappa in piazza Sulmona

Madonna che scappa in piazza Sulmona

Madonna che scappa in piazza Sulmona, Abruzzo, Italia

La Madonna che scappa in piazza, Sulmona, Abruzzo

L’evento “La Madonna che scappa in piazza Sulmona” si svolge a Sulmona, una città dell’Abruzzo. Sulmona è famosa per questo importante evento religioso, che si svolge la domenica di Pasqua in Piazza Garibaldi, la più grande della città.

Questo rituale, che ha un forte significato religioso, ha assunto nel tempo anche elementi antropologici, tanto che l’evento suscita sempre l’interesse e la devozione dei media locali e nazionali.

Le origini del rituale “La Madonna che scappa in piazza”.

Per comprendere le origini di questo evento e il contesto culturale in cui è radicato, dobbiamo considerare uno dei momenti più importanti della storia del teatro: il passaggio dal dramma liturgico medievale (incentrato sul tema della morte e resurrezione di Cristo) alla rappresentazione sacra.

Si trattò di un evento cruciale per il teatro, poiché con il passaggio dal latino al volgare “la poesia drammatica uscì dal chiuso della chiesa e delle aule scolastiche per apparire in piazza”.

Un importante residuo del dramma liturgico della metà del XIV secolo, considerato “il mirabile monumento della vita religiosa e culturale di Sulmona all’inizio del Rinascimento”, è l’Officium.

Questo documento è stato ritrovato nell’archivio della Cattedrale di Sulmona e mostra il ruolo di quattro soldati in una rappresentazione della Passione di Cristo.

Le processioni con statue si sono diffuse in un periodo successivo, anche grazie alla pratica dei simulacri. Queste processioni pittoriche assunsero “forme grandiose e spettacolari, con schemi codificati sviluppati fin dai tempi della Controriforma”.

Questa breve ricostruzione storica non ci permette di dire con certezza se la “Madonna che scappa in piazza” derivi dall’Officium o da eventi successivi, ma offre spunti di riflessione sui probabili archetipi in cui il rito affonda le sue radici.

Le prime rappresentazioni

I documenti superstiti, provenienti da archivi locali e non, indicano che la rappresentazione ebbe luogo prima del 1860.

La rappresentazione di Sulmona è infatti legata a una serie di eventi religiosi simili in tutta Italia. Esempi di questo tipo si trovano ad Asti, Caltagirone, Capri, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Corropoli, ecc. Il tema centrale di questi riti è l’incontro tra madre e figlio e la presenza di statue della Vergine Maria, del Cristo risorto e di santi o, in alcuni casi, di angeli che annunciano la resurrezione.

Tuttavia, l’evento di Sulmona si differenzia da tutti gli altri per una caratteristica particolare: la fuga della Vergine dopo il riconoscimento del Figlio. Questo elemento lo rende più simile alle rappresentazioni che si svolgono in alcuni “luoghi siciliani chiamati Aurore”.

L’evento: La Madonna che scappa in piazza

La “Madonna che scappa in piazza” fa parte di un ciclo religioso che inizia nel periodo pasquale il Giovedì Santo e prosegue il Venerdì Santo con la processione del Cristo morto, organizzata dalla Confraternita della Trinità.

L’evento pasquale è organizzato dalla Confraternita di Santa Maria di Loreto, i cui membri sono facilmente riconoscibili dal loro abbigliamento: fascia verde su camicia bianca.

La Piazza – La Piazza Garibaldi

La mattina di Pasqua, la piazza Garibaldi è invasa da una moltitudine di persone, che si accalcano ovunque e liberano solo il percorso che la Madonna farà per incontrare il Figlio risorto (le transenne limitano il percorso a piedi).

In questo giorno speciale, la piazza appare alla vista di tutti i privilegiati che possono vivere questo evento pittoresco e suggestivo. È colorato e carico di emozioni, pieno di tensioni, paure e aspettative. Anche a distanza di tempo, è possibile riviverlo vividamente nella memoria, come se fosse una fotografia indelebile.

La folla riempie l’intera piazza, dalle terrazze ai balconi, dai tetti alle finestre e alle scale. Tutto è pieno di persone curiose e appassionate che aspettano con ansia le 12.00, quando inizierà l’evento.

Sequenza del rituale “La Madonna che scappa in piazza

Mentre nella piazza regnano il caos e l’allegria, sul lato orientale, nella chiesa di San Filippo Neri, c’è un’altra dimensione: quella della santità. Qui la Vergine Maria è imprigionata nel suo dolore e vestita a lutto. Non può fare altro che piangere il figlio morto che si è sacrificato per salvare l’umanità.

Accanto alla statua della Vergine, due santi, San Pietro e San Giovanni, partecipano al rito e hanno il compito di dire alla Vergine che suo Figlio è risorto.

Le statue sono accompagnate da una lunga fila di portatori di lanterne e trasportate da “quattro Lauretani”. Raggiungono la piazza alle 11.30 e iniziano a muoversi verso la chiesa di San Filippo, dove si fermano sulla soglia.

La tradizione vuole che, prima di lasciare il luogo di preghiera, i santi facciano tre chiamate per annunciare la risurrezione di Cristo.

Il primo a bussare alla porta della chiesa è San Giovanni, ma la Madonna non risponde a questa prima chiamata. Il secondo tentativo viene fatto da Pietro, che ottiene lo stesso risultato, finché finalmente la porta viene aperta con il terzo tentativo, sempre di San Giovanni (l’apostolo prediletto da Gesù).

A questo punto, non ancora pienamente convinta dalle parole degli apostoli, la Vergine lascia il luogo di preghiera e si muove lentamente nella piazza, accompagnata dalle statue dei santi a una certa distanza.

La Madonna prosegue con lo stesso ritmo lento fino a raggiungere l’altezza del Fontanone (all’incirca al centro della piazza), in un’atmosfera di tensione e di tesa attesa dei partecipanti:

  • …ecco che arriva…
  • …L’ha visto? No, è troppo presto…
  • …sono arrivati al Fontanone?
  • …quanto manca ancora?
  • …siamo già arrivati?
  • Eccola, sta arrivando!
  • L’ha visto!
  • Siamo qui!…

E mentre la tensione sale sui volti dei membri della Confraternita, la Vergine raggiunge finalmente il Figlio risorto e inizia la sua folle corsa per raggiungerlo, che si erge trionfante in fondo alla piazza sotto un baldacchino rosso posto tra le arcate dell’acquedotto.

Mentre la Madonna compie la sua corsa speranzosa, anche il suo aspetto cambia: Il mantello nero cade per rivelare un abito verde, il fazzoletto bianco nella mano destra che faceva parte del suo abito da lutto viene sostituito da una rosa rossa, mentre dodici colombe bianche si alzano in aria, accompagnate dal suono di petardi.

Applausi, spari e voli di piccioni scatenano una partecipazione e un’emozione universali, poiché questa rappresentazione è in grado di affrontare i sentimenti più profondi dell’animo umano e di evocare valori autentici come il profondo legame tra una madre e il suo bambino.

Nel corso della performance, questi simulacri simbolici sembrano avere una vita propria. La vergine sembra aver davvero pianto e sofferto per la morte del figlio e, ora che lo ha ritrovato, sembra felice di aprirsi di nuovo alla vita. Dopo l’incontro, queste tornano a essere semplici statue e partecipano alla processione comunale, alla quale partecipano anche le autorità e le due confraternite.

Superstizioni e credenze

La corsa della Madonna che scappa in piazza è strettamente controllata dai partecipanti. La tradizione e il folklore dicono che se la Madonna completa la sua corsa senza incidenti, l’anno successivo sarà positivo per la città e la natura darà i suoi frutti con generosità. Anche altri elementi sono importanti per i buoni auspici, come il volo delle colombe (che devono alzarsi in alto nell’aria e non volare in basso) o il velo della statua, che al momento di cadere per far posto ai bei riccioli della Vergine, deve liberarsi senza impigliarsi.

Nota importante: Disclaimer – Italien.events non è l’organizzatore degli eventi qui pubblicati e pertanto non è responsabile di cambiamenti di programma, cancellazioni dell’evento ed eventuali informazioni errate. La redazione di Italien.events si impegna sempre a fornire informazioni dettagliate e accurate. Tuttavia, è possibile che gli eventi siano cambiati e che questi non siano stati aggiornati tempestivamente. I dettagli esatti su date, orari e programmi possono essere richiesti direttamente all’organizzatore. Controllate anche il sito web o i social media dell’organizzatore per avere aggiornamenti prima di partire!

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Foto: © Enit / Regione Abruzzo