EL GRECO al Palazzo Reale

EL GRECO al Palazzo Reale

El Greco, Palazzo Reale, Milano, Italia

La mostra EL GRECO a Palazzo Reale di Milano

Dall’11 ottobre 2023 all’11 febbraio 2024, Palazzo Reale di Milano presenterà una grande mostra su Doménikos Theotokópoulos, noto come El Greco (1541-1614). La mostra, organizzata dal Comune di Milano Cultura con il sostegno di Palazzo Reale e MondoMostre e con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, presenta oltre 40 dei suoi capolavori, integrati da importanti prestiti internazionali.

La mostra offre una panoramica completa dell’opera di El Greco, in particolare del suo rapporto con i modelli italiani e del suo tardo periodo toledano, in cui si rivolge nuovamente all’arte bizantina. Attraverso il confronto con noti dipinti romani e veneziani, viene tracciato il viaggio di El Greco attraverso le capitali culturali del Mediterraneo.

Cinque sezioni tematiche evidenziano diversi aspetti della sua vita e del suo lavoro:

  1. Un crocevia: si concentra sui suoi inizi a Creta e sulla sua formazione a Venezia e a Roma.
  2. Dialoghi con l’Italia: mostra opere create sotto l’influenza di maestri italiani come Tiziano e Michelangelo.
  3. Dipingere la santità: mettere in evidenza le opere di contenuto religioso del periodo trascorso a Toledo.
  4. Ancora una volta l’icona: El Greco torna alle tecniche compositive bizantine.
  5. Laocoonte: uno sguardo alla sua opera mitologica unica.

Opere eccezionali come “San Martino e il mendicante” e “Laocoonte” della National Gallery di Washington, nonché altre opere provenienti da importanti musei e collezioni ecclesiastiche arricchiscono la mostra.

Un catalogo di accompagnamento contiene saggi di esperti di fama che offrono una visione approfondita della vita e dell’arte di El Greco.

Breve biografia – El Greco

Doménikos Theotokópoulos, meglio conosciuto come El Greco, nacque a Creta nel 1541 e morì a Toledo nel 1614. Dopo aver lasciato Creta nel 1567, si recò a Venezia e poi a Roma per continuare la sua formazione di pittore. Nonostante la mancanza di sostegno in Italia, cercò di avere successo in Spagna. A Toledo, dove arrivò nel 1577, trovò un seguito fedele nonostante le difficoltà iniziali e produsse alcune delle sue opere più famose. In questa città sviluppò un linguaggio artistico unico e alla sua morte, nel 1614, lasciò un’eredità impressionante, ammirata ancora oggi.

Nota importante: Disclaimer – Italien.events non è l’organizzatore degli eventi qui pubblicati e pertanto non è responsabile di cambiamenti di programma, cancellazioni dell’evento ed eventuali informazioni errate. La redazione di Italien.events si impegna sempre a fornire informazioni dettagliate e accurate. Tuttavia, è possibile che gli eventi siano cambiati e che questi non siano stati aggiornati tempestivamente. I dettagli esatti su date, orari e programmi possono essere richiesti direttamente all’organizzatore. Controllate anche il sito web o i social media dell’organizzatore per avere aggiornamenti prima di partire!

Foto: © ufficio stampa PCM Studio di Paola C. Manfredi – Nota: Testi generati anche con il supporto di AI. © Italia.eventi by thora.consulting

Mostra su Van Gogh al MUDEC

Mostra su Van Gogh al MUDEC

Mostra su Van Gogh al MUDEC di Milano

Vincent van Gogh: il pittore colto

La mostra su Van Gogh al MUDEC, Museo delle Culture di Milano

Vincent van Gogh, il maestro dei girasoli, il pittore della follia e della solitudine, ma anche l’artista autodidatta privo di grandi legami culturali: questi stereotipi modellano ancora l’immagine pubblica del genio olandese Vincent van Gogh (1853-1890). Troppo spesso ci si concentra sulla tragica esistenza dell’artista invece di apprezzare adeguatamente la sua vera grandezza creativa.

La mostra di Van Gogh al MUDEC, “Vincent van Gogh: il pittore colto”, in programma a Milano dal 21 settembre 2023 al 28 gennaio 2024, intende sfidare questo stereotipo di van Gogh. Ci presenta un Vincent van Gogh che sembra meno estraneo e che era sorprendentemente ben informato sui dibattiti culturali del suo tempo: un appassionato lettore e collezionista di stampe, un attento osservatore delle tendenze artistiche contemporanee. Le sue lettere ne sono una vivida testimonianza: “Libri, realtà e arte sono una cosa sola per me”.

Prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e sostenuta dal Comune di Milano-Cultura, la mostra di Van Gogh al MUDEC gode del patrocinio dell’Ambasciata e del Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia ed è stata realizzata in collaborazione con il Kröller-Müller Museum di Otterlo, Paesi Bassi. Il Kröller-Müller Museum possiede un’eccezionale collezione di dipinti e disegni del pittore olandese, superata solo dal Van Gogh Museum di Amsterdam.

Circa 40 delle opere esposte provengono dal museo olandese, e comprendono capolavori eccezionali come gli studi di teste e figure per I mangiatori di patate, i disegni di sarte e lettori di pula del periodo olandese, Moulin de la Galette, Autoritratto, Interno di un ristorante, Natura morta con figura e libri degli anni parigini (1886-87), Frutteto con cipressi, Veduta di Saintes-Marie-de-la-Mer, La vigna verde, Ritratto di Joseph-Michel Ginoux del periodo di Arles (1888-89), Paesaggio con covoni e luna crescente, Covoni sotto un cielo nuvoloso, Pini nel giardino dell’ospedale, Oliveto con due raccoglitori di olive, Tronchi d’albero nel verde, La gola, dipinti durante la degenza in ospedale a Saint-Rémy (1889-90).

La mostra di Van Gogh al MUDEC di Milano presenta un’interpretazione unica delle opere di van Gogh, evidenziando il legame tra la sua visione pittorica e la profondità dei suoi interessi culturali. Due temi spiccano: il suo appassionato interesse per i libri e il suo fascino per il Giappone, espresso nella sua passione per le stampe xilografiche giapponesi.

Un terzo tema importante per lo sviluppo artistico del pittore fu l’influenza di Jean-François Millet, che per Vincent fu un grande maestro d’arte e di vita. La visione profondamente religiosa della natura di Millet servì da modello per la sua decisione di diventare pittore. La mostra sarà presentata dal professor Francesco Poli, storico dell’arte, da Mariella Guzzoni, ricercatrice e curatrice della mostra “Van Gogh. Vivere con i libri”, che si snoda lungo tutto il percorso della mostra, e Aurora Canepari, curatrice del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova e curatrice della sezione “Van Gogh: il sogno giapponese”. Da Parigi alla Provenza”.

La mostra di Van Gogh al MUDEC di Milano è strutturata sia cronologicamente che tematicamente e offre una nuova lettura delle opere di van Gogh, evidenziando in particolare il rapporto tra la sua visione pittorica e la profondità della sua comprensione culturale. Vengono evidenziati due temi importanti: il suo appassionato interesse per i libri e il suo fascino per il Giappone, espresso nella sua passione per la raccolta di stampe giapponesi in xilografia.

La mostra di Van Gogh al MUDEC racconta la vita artistica e intellettuale di Van Gogh in ordine cronologico. È suddiviso in quattro fasi storicamente significative della sua vita: gli esordi dal 1880 al 1885 a Borinage, L’Aia e Nuenen, il soggiorno a Parigi dal 1886 al 1887, il periodo ad Arles dal 1888 al 1889 e il ricovero all’ospedale di Saint-Rémy.

La mostra Van Gogh al MUDEC di Milano presenta le opere del Kröller-Müller Museum in dialogo con un’accurata selezione di oltre trenta edizioni originali di libri e riviste d’arte della collezione del curatore, presentate in vetrine tematiche lungo il circuito espositivo.

La mostra di Van Gogh al MUDEC

La prima parte della mostra di Van Gogh al MUDEC ci porta nel periodo olandese di Van Gogh, nelle nebbie del Nord Europa. È qui che inizia la sua carriera artistica, quando nel dicembre 1878 si trasferisce nel distretto carbonifero belga di Borinage per lavorare come predicatore evangelico nella congregazione dei minatori. È in questo periodo che emergono le sue prime ambizioni di pittore e il suo primo dipinto significativo, “I portatori di fardelli”, simboleggia il duro lavoro e la sofferenza dei poveri e degli oppressi.

La mostra di Van Gogh al MUDEC mostra anche quanto Van Gogh abbia studiato intensamente la Bibbia e quanto gli scrittori contemporanei che si occupavano di questioni sociali, come Michelet e Beecher Stowe, abbiano influenzato il suo pensiero.

Jean-François Millet ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo artistico di Van Gogh. Nel 1880-81 trascorre molto tempo all’Aia, dove ammira le opere di Millet nel negozio d’arte Goupil & Cie. I dipinti di Millet che ritraggono contadini al lavoro e nella natura influenzarono profondamente Van Gogh e lo incoraggiarono a intraprendere la propria carriera artistica. Il rapporto di Van Gogh con Millet non era solo artistico, ma anche spirituale. Considerava Millet una sorta di guida spirituale e vedeva nella sua arte un profondo significato religioso.

Il periodo parigino di Van Gogh (1886-1887) segna una fase decisiva del suo sviluppo artistico. Qui entrò in contatto con i movimenti artistici più recenti e trovò ispirazione nelle opere degli impressionisti e neoimpressionisti come Monet, Pissarro e Seurat. Attratto dalla vivace scena artistica di Montmartre, realizza alcuni dei suoi dipinti più noti, tra cui “Terrazza del caffè di sera” e “Notte stellata”. La mostra mostra quanto van Gogh abbia studiato intensamente la scena artistica parigina e quanto le opere dei suoi contemporanei lo abbiano influenzato.

Il periodo trascorso ad Arles (1888-1889) è segnato da una grande produttività artistica e da turbolenze interiori. Qui Van Gogh ha realizzato alcune delle sue opere più famose, tra cui “I girasoli”, “La terrazza di notte” e “La casa gialla”. La mostra mostra come l’amore di Van Gogh per la natura e il suo desiderio di sperimentare la vita di campagna abbiano influenzato le sue opere durante questo periodo. Il film mostra anche i suoi tentativi di creare una comunità di artisti ad Arles, dove gli artisti potessero vivere e lavorare insieme.

L’ultima fase della vita di Van Gogh lo porta all’ospedale di Saint-Rémy, dove viene ricoverato nel 1889 dopo un collasso. Qui ha creato alcune delle sue opere più affascinanti, tra cui “Notte stellata” e “Alberi di ulivo”. La mostra mostra quanto la salute mentale di van Gogh e la sua espressione creativa fossero strettamente legate durante questo periodo.

 

L’eredità e l’influenza di van Gogh sull’arte moderna

La mostra su Van Gogh al MUDEC di Milano si conclude con uno sguardo all’eredità e all’influenza di Van Gogh sull’arte moderna. Sono esposte opere di artisti che si sono ispirati a Van Gogh, tra cui Paul Gauguin, Emile Bernard e Henri Toulouse-Lautrec.

“Vincent van Gogh: il pittore colto” offre ai visitatori l’opportunità di scoprire la personalità multistrato dell’artista e i suoi profondi interessi culturali. La mostra invita i visitatori a vedere le opere di van Gogh con occhi nuovi e a esplorare l’ampio spettro delle sue influenze e ispirazioni. La mostra dimostra che Van Gogh non era solo un pittore brillante, ma anche un artista colto che univa nella sua arte la saggezza dei libri e il fascino del mondo circostante.

“Vincent van Gogh: il pittore colto”, la straordinaria mostra su Van Gogh al MUDEC di Milano, è un’occasione unica per scoprire la vita e l’arte del grande pittore olandese in modo nuovo e illuminante.

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Campionato europeo di calcio 2032

Campionato europeo di calcio 2032

Campionato europeo di calcio 2032, San Siro, Milano, Stadio Giuseppe Meazza, Italia

Campionati Europei di Calcio 2032 in Italia: cresce l’attesa

 

Il mondo del calcio attende con ansia il 2032, quando il Campionato europeo UEFA si terrà in Italia. Questa entusiasmante notizia è stata recentemente confermata ufficialmente dalla UEFA e l’attesa in entrambi i Paesi ospitanti, Italia e Turchia, cresce di giorno in giorno. L’EURO 2032 promette di essere un evento spettacolare che farà battere i cuori degli appassionati di calcio di tutto il mondo.

 

Data e sedi del Campionato europeo di calcio 2032

Il Campionato europeo di calcio 2032 si svolgerà dall’8 giugno al 10 luglio 2032 e promette un mese intero di emozioni calcistiche. Si giocheranno in totale 51 partite, tra cui 6 gironi, 3 quarti di finale, 2 semifinali, la partita per il terzo posto e l’importantissima finale.

Gli stadi che ospiteranno i tifosi di calcio in Italia sono già stati in gran parte determinati. A Milano, il leggendario Stadio San Siro sarà una delle sedi principali. A Torino, l’Allianz Stadium modernizzato attende i tifosi. A Roma, capitale d’Italia, lo Stadio Olimpico ospiterà i Giochi. Questi stadi sono già delle tappe fisse del calcio europeo e offriranno senza dubbio un’atmosfera unica.

Sono in corso le valutazioni per le due sedi rimanenti. Hanno presentato domanda diverse città italiane, tra cui Verona, Firenze, Bologna, Napoli, Bari e Cagliari. La scelta della sede è una decisione importante, poiché ha un forte impatto sull’entusiasmo dei tifosi e sull’organizzazione logistica del torneo. La decisione finale è attesa nei prossimi mesi.

In Turchia sono già state decise le sedi dei Campionati europei del 2032. Istanbul avrà un ruolo centrale e sarà rappresentata da due stadi, lo Stadio Olimpico Atatürk e il RAMS Park del Galatasaray. Inoltre, le partite si disputeranno a Trabzon, Izmir e Ankara, dando alla Turchia un’ampia gamma di sedi per il torneo.

 

La domanda e l’anticipazione per l’Euro 2032

L’assegnazione del Campionato europeo di calcio 2032 all’Italia e alla Turchia è stata il risultato di una candidatura congiunta dei due Paesi. Questa partnership unica nel suo genere è stata concordata tre mesi fa ed è stata promettente fin dall’inizio. L’UEFA ha accolto la candidatura congiunta, inviando un segnale sull’importanza della cooperazione e della pace nello sport.

I leader di entrambi i Paesi sono molto motivati e vedono il Campionato europeo 2032 non solo come un grande evento sportivo, ma anche come un’opportunità per approfondire le relazioni tra i due Paesi e incrementare il turismo.

Il Ministro italiano dello Sport e della Gioventù, Andrea Abodi, ha espresso la sua fiducia: “L’assegnazione di Euro 2032 all’Italia è una grande opportunità per sentire l’impatto positivo anche prima del torneo. Sosteniamo la FIGC e faremo tutto il possibile per contribuire all’organizzazione”.

Entusiasta anche Gianluigi Buffon, capitano della Nazionale italiana e ambasciatore della candidatura: “La candidatura congiunta Italia-Turchia è una bella opportunità di dialogo in tempi politici difficili. Lavorare con la Turchia, una nazione con grandi tradizioni come noi, è una cosa meravigliosa”.

Anche in Turchia c’è un entusiasmo simile. La Federazione calcistica turca (TFF) ha espresso la propria gratitudine alla UEFA e ha sottolineato il legame culturale tra Italia e Turchia. Il TFF ha dichiarato: “Lavoreremo insieme con grande passione e impegno per offrire ai tifosi la migliore esperienza Euro possibile fino al 2032”.

I preparativi per il Campionato europeo di calcio 2032

I preparativi per il Campionato europeo del 2032 sono già in pieno svolgimento. Gli organizzatori di entrambi i Paesi stanno lavorando per aggiornare gli stadi e le infrastrutture in modo da soddisfare le esigenze di un evento così importante.

La scelta delle sedi delle finali in Italia è molto accurata, in quanto costituisce la base del successo del torneo. La sicurezza dei tifosi, la disponibilità di alloggi e l’accessibilità degli stadi sono solo alcuni dei fattori presi in considerazione.

In Turchia, gli stadi sono già stati assicurati e la pianificazione del torneo è in pieno svolgimento. La Turchia ha una ricca tradizione calcistica e ospiterà il Campionato europeo con entusiasmo.

Il Campionato Europeo UEFA 2032 promette di essere un evento sportivo emozionante che farà battere i cuori degli appassionati di calcio in Italia, Turchia e in tutto il mondo. Con sedi designate in entrambi i Paesi ospitanti, una partnership unica tra Italia e Turchia e intensi preparativi, i segnali sono buoni per un torneo indimenticabile nel 2032. Gli appassionati di calcio potranno ammirare le migliori squadre europee in partite ricche di azione e vivere l’atmosfera unica del torneo. I Campionati europei del 2032 saranno senza dubbio un evento di spicco nel calendario sportivo che tutto il mondo attende con impazienza.

Nota importante: Disclaimer – Italien.events non è l’organizzatore degli eventi qui pubblicati e quindi non è responsabile per i cambiamenti di programma e la cancellazione dell’evento. La redazione di Italien.events si impegna sempre a fornire informazioni dettagliate e accurate. Tuttavia, è possibile che gli eventi siano cambiati e che questi non siano stati aggiornati tempestivamente. I dettagli esatti su date, orari e programmi possono essere richiesti direttamente all’organizzatore. Controllate anche il sito web o i social media dell’organizzatore per avere aggiornamenti prima di partire!

Foto: © pixabay

Don Carlo

Don Carlo

Sterzinger Glockenweihnacht, Vipiteno, Alto Adige

Opera: Don Carlo

Giuseppe Verdi

Opera in quattro atti

  • Libretto di François-Joseph Méry & Camille Du Locle
  • Direttore d’orchestra Riccardo Chailly
  • Direttore Lluís Pasqual
  • Scenografia Daniel Bianco
  • Costumi Franca Squarciapino
  • Illuminazione Pascal Mérat
  • Franc Aleu Video
  • Movimenti coreografici Nuria Castejón
  • Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

 

  • Filippo II, re di Spagna – René Pape
  • Don Carlos, Infante di Spagna – Francesco Meli
  • Rodrigo, marchese di Posa – Luca Salsi
  • Il Grande Inquisitore – Ain Anger
  • Un monaco – Jongmin Park
  • Elisabetta di Valois – Anna Netrebko / Maria José Siri (30.12.2023; 02.01.2024.)
  • La principessa di Eboli – Elīna Garanča / Ekaterina Semenchuk (30.12.2023; 02.01.2024)
  • Tebaldo, il paggio di Elisabetta – Elisa Verzier
  • Il conte di Lerma / Un araldo reale – Jinxu Xiahou
  • Una voce dal cielo – Rosalia Cid

Nuova produzione del Teatro alla Scala

Dopo aver tracciato lo sviluppo dei primi anni creativi di Verdi con le aperture di Giovanna d’Arco, Attila e Macbeth, Riccardo Chailly torna ora a un capolavoro del compositore maturo, il Don Carlo, di cui ha dato una memorabile esecuzione video ad Amsterdam qualche anno fa. Il grande dramma politico di Schiller, composto per Parigi e adattato alla Scala da Verdi, è sempre stato un appuntamento imperdibile per i maestri scaligeri, da Tullio Serafin ad Arturo Toscanini a Claudio Abbado, che lo diresse due volte il 7 dicembre 1968 e 1977, e Riccardo Muti. Per la nuova produzione torna alla Scala Lluís Pasqual che, dopo le esperienze al Teatre Llure di Barcellona e gli anni con Strehler al Piccolo e all’Odéon di Parigi, ha fatto della riflessione sul Barocco una costante del suo lavoro. In scena un cast di assoluto riferimento con René Pape, Anna Netrebko, Francesco Meli, Elīna Garanča, Luca Salsi e Ain Anger.

L’opera inizia alle 19.00, salvo diversa indicazione.

Fotos: © Teatro alla Scala / Brescia/Amisano / Jiyang Chen / Victor Santiago

Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026

Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026

Cortina d'Ampezzo, Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, Italia

Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026

Uno spettacolo di sport e comprensione internazionale

Cresce l’attesa per uno dei più grandi eventi sportivi del mondo: il XXV. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina del 2026 sono alle porte. Dal 6 al 22 febbraio 2026, atleti di tutto il mondo si riuniranno a Milano, Cortina d’Ampezzo e in altre suggestive località del nord Italia per gareggiare in un totale di 15 discipline e celebrare lo spirito olimpico.

Il programma olimpico offre un’ampia gamma di sport, tra cui discipline tradizionali e moderne. Biathlon, bob, curling, hockey su ghiaccio, pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità, freestyle, combinata nordica, salto con gli sci, sci alpino, sci di fondo, short track, skeleton, slittino e snowboard promettono gare emozionanti e momenti indimenticabili per gli appassionati di sport di tutto il mondo. La combinazione di velocità, precisione e prestazioni fisiche in queste discipline rende le Olimpiadi invernali un evento unico.

I Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che si svolgeranno dal 6 al 15 marzo 2026, offriranno alle persone con disabilità l’opportunità di dimostrare le proprie capacità sportive ai massimi livelli. Il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) riconosce sei discipline, tra cui il para-biathlon, il curling in carrozzina, il para-ice hockey, il para-ski alpino, il para-sci di fondo e il para-snowboard. Questi atleti sono una vera ispirazione e dimostrano che la volontà e la determinazione umana possono spostare le montagne.

La sede dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 si estende in diverse località del nord Italia. Oltre a Milano e Cortina d’Ampezzo, che si sono aggiudicate congiuntamente la gara, le competizioni si terranno anche in Valtellina, Val di Fiemme e Anterselva in Alto Adige. Questa varietà di sedi riflette la bellezza e la versatilità delle Alpi italiane e offre agli atleti un palcoscenico impressionante per le loro esibizioni.

La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si terrà il 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro di Milano, uno degli stadi di calcio più famosi al mondo. La cerimonia di chiusura si svolgerà il 22 febbraio all’Arena di Verona, un sito storico di grande importanza culturale. Entrambi gli eventi offriranno sicuramente performance spettacolari e affascineranno gli spettatori.

Anche i Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 inizieranno con una grande cerimonia di apertura, che si terrà il 6 marzo all’Arena di Verona. Questo evento speciale celebrerà la forza e la coesione della comunità paralimpica. La cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi del 15 marzo si svolgerà a Milano e renderà il giusto omaggio agli atleti.

I Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo un evento sportivo, ma anche un simbolo dello spirito e degli ideali olimpici che i Giochi hanno incarnato fin dalla loro rinascita nel 1896. Pierre de Coubertin, il padre fondatore dell’olimpismo moderno, formulò la fede olimpica con le parole: “La cosa più importante nei Giochi Olimpici non è la vittoria ma la partecipazione, così come la cosa più importante nella vita non è il trionfo ma la lotta. La cosa più importante non è aver vinto, ma aver combattuto bene”.

Queste parole sono diventate il credo del Movimento Olimpico e ci ricordano che i Giochi sono più che medaglie e record. Sono un’opportunità per celebrare la diversità del mondo, costruire ponti tra le culture e promuovere lo spirito di equità e rispetto.

Il XXV. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina del 2026 si svolgeranno in un momento in cui il mondo cerca più che mai unità e speranza. In un momento in cui lo sport e la cooperazione internazionale possono svolgere un ruolo chiave nell’affrontare le sfide del nostro tempo, i Giochi sono un simbolo della possibilità di superare le frontiere e di realizzare grandi cose insieme.

Dopo i Giochi invernali di Milano Cortina 2026, gli occhi del mondo sportivo saranno puntati sui prossimi Giochi olimpici. Giochi olimpici estivi a Parigi dal 2 al 18 agosto 2024 e la XXXIV Olimpiade di Parigi. I Giochi olimpici estivi che si terranno a Los Angeles dal 21 luglio al 6 agosto 2028 promettono altri momenti emozionanti di sport e comprensione internazionale.

Nel complesso, i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e i Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 promettono di essere un momento di sport, amicizia e coesione internazionale. Riuniranno il mondo per celebrare la gioia della competizione e l’unità dell’umanità. Non vediamo l’ora di assistere a questi eventi stimolanti e alle storie che scriveranno. Che i Giochi di Milano Cortina 2026 ci ricordino che lo spirito olimpico vive in tutti noi e che insieme possiamo raggiungere grandi traguardi.

Cortina d'Ampezzo, Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, Italia

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Foto: © Foto di Paola Baldacci da Pixabay © Foto di kordula vahle da Pixabay